Villa Mazzotti - Chiari - Brescia

La villa (testi di Rosanna Agostini)

In Villa è recuperato all’uso pubblico il lucernario: nuovo spazio espositivo sintesi ideale tra poesia e tecnologiaAprile 2010 in Villa è recuperato all’uso pubblico il lucernario: nuovo spazio espositivo sintesi ideale tra poesia e tecnologia

Con la rassegna antologica di fotografia d’arte del dr. Enio Molinari, in calendario dal 10 al 25 aprile nell’allestimento curato dall’arch. Francesca Tosi, in Villa Mazzotti è inaugurato un nuovo spazio finora rimasto inutilizzato nella residenza nobiliare di Viale Mazzini, dal 1981 in proprietà comunale: il percorso artistico, infatti, non solo è alloggiato - con un nuovo sistema espositivo a nicchia perfettamente integrato con lo stile degli ambienti - nelle sale al secondo piano ma anche nel lucernario, al terzo piano dell’edificio. Il recupero della fruizione pubblica del lucernario, realizzato dallo staff del Settore Territorio e Ambiente del Comune di Chiari coordinato dal dirigente, arch. Aldo Maifreni, rende utilizzabile un ulteriore settore dello storico edificio particolarmente suggestivo: luminoso ed arioso il lucernario, dove è collocata la vetrata liberty di copertura per il vestibolo colonnato della Villa, conserva efficiente l’impianto manuale di apertura e i velari per il raffrescamento estivo, come pure apprezzabile en plein air è l’impianto elettrico originale del primo Novecento. Due ampie terrazze agibili al pubblico permettono di godere di un panorama in quota con vista sul circondario di Chiari. Questa ambientazione, sintesi perfetta tra poesia e tecnologia, consente di utilizzare un nuovo itinerario particolarmente indicato per la collocazione di esposizioni d’arte che potenziano la disponibilità di spazi culturali di Villa Mazzotti.

*******************************************************************

Villa Marzotto di Trissino9 maggio 2009. Torna in Villa il ritratto del conte Lodovico Mazzotti in proprietà di UBI Banca Popolare di Bergamo – Filiale di Chiari

Tra gli eventi collaterali della manifestazione indetta per l’8, 9 e 10 maggio “Futurismo anno 100…dal cielo…” per l’inaugurazione delle piazze Zanardelli ed Erbe e degli edifici comunali del nucleo antico di Chiari, al termine del progetto di riordino promosso dall’Amministrazione Comunale a partire dal 2007, in Villa Mazzotti, nel pomeriggio del 9 maggio, viene collocato il ritratto del conte Lodovico Mazzotti (1870-1933), pregevole opera del noto ritrattista toscano Vittorio Corcos. Il dipinto, in proprietà di UBI Banca Popolare di Bergamo – Filiale di Chiari è infatti concesso dall’istituto bancario in comodato d’uso gratuito al Comune di Chiari per l’esposizione permanente in Villa nella Sala dello Zodiaco accanto ai ritratti di Nelly e Franco Mazzotti, eseguiti da Emilio Pasini e al ritratto di Giovanni Mazzotti Biancinelli, opera del 1916 firmata ancora da Vittorio Corcos. Il direttore della Banca Popolare di Bergamo, Valeria Ancellotti, ha promosso questa iniziativa con l’assessore Ananmaria Boifava. Il ritratto di Lodovico Mazzotti, padre del fondatore della Mille Miglia, finanziere ben conosciuto nel primo Novecento e presidente della Banca Popolare di Chiari, aggiunge un tassello prezioso per il recupero e la valorizzazione della memoria storica della città.

 

 

 

*******************************************************************

 

Villa Mazzotti - è a Chiari in viale Mazzini n. 39

Villa Mazzotti Biancinelli. Un edificio imponente ed articolato

Il Comune di Chiari ha acquistato Villa Mazzotti Biancinelli, con il parco annesso che si estende per circa dieci ettari, nel novembre 1981 dal proprietario, il Commendatore Giulio Binda, vedovo della contessa Nelly Mazzotti Biancinelli. Il complesso architettonico della Villa, a Nord-Est rispetto al centro di Chiari, si estende su una superficie di circa 10 ettari (quanto l’attuale centro storico clarense), tra la Statale Padana Superiore e la linea ferroviaria Milano-Venezia. L’edificio a pianta centrale fu commissionato dal conte Lodovico Mazzotti Biancinelli all’architetto Vandone di Torino che ne progettò la costruzione tra il 1911 e il 1916, con l’architetto Citterio. Ancora l’architetto Vandone curò la realizzazione del giardino all’italiana, in collaborazione con un architetto inglese per una zona del vasto parco. Un altro settore del giardino venne rifatto nel 1927 a cura dello Studio di Architettura Adam & Co. di Parigi. Gli interni mostrano al visitatore un nucleo architettonico a pianta centrale, articolato intorno al grande atrio, illuminato dal lucernario in vetro decorato. Imponente l’apparato scultoreo e in cemento decorato che troviamo sulle superfici esterne della costruzione e nei manufatti dell’esteso parco. Sfarzosi i rivestimenti interni in boiserie di legno, con preziose tappezzerie in tessuto, marmi variegati, vetrate colorate e decorazioni in ferro battuto su disegno Liberty che impreziosiscono gli interni.

*******************************************************************
Villa Mazzotti - è a Chiari in viale Mazzini n. 39

Gli interni della residenza

L’edificio presenta un pianta centrale quadrata, movimentata da sporgenze e rientranze, con stanze disposte intorno ad un peristilio centrale alto due piani e coperto da un lucernario. L’ingresso principale si trova sul lato Sud, accessibile dallo scalone in pietra di Botticino, affiancato da due rampe laterali dal piano del giardino. Sul lato Nord si apre lo scalone monumentale interno, illuminato da una grandiosa vetrata Liberty a tre campate che prosegue illusoriamente la vista sul retrostante giardino. Comoda l’alzata dello scalone, arricchito da balaustre in ferro secondo i canoni Liberty, realizzate su disegno di Alessandro Mazzuccotelli.
Ad Est la facciata presenta un pronao con rampe laterali per l’accesso delle carrozze e delle auto. Una scala secondaria collega il seminterrato al sottotetto e disimpegna diversi spazi di servizio. Nel seminterrato sono ospitate le cantine e svariati vani tecnici. Qui era alloggiata la sala di proiezione ad uso privato della KinoFilm, la Casa Cinematografica del conte Franco Mazzotti. Il piano terra della Villa presenta stanze accessibili dal peristilio colonnato dell’atrio, con pavimento in marmo o in parquet, soffitti piani raccordati alle pareti da eleganti decorazioni. Specchiere, lampadari, caminetti ed ovali dipinti rammentano l’antico arredo, oggi scomparso. In questo settore si aprono le sale di rappresentanza della residenza nobiliare, in stile eclettico. Si succedono infatti le salette di conversazione di gusto neo-barocco, la Stanza dello Zodiaco di stile neo-rococò, mentre studio e anti-studio sono di gusto neo-storicistico.
Il primo piano è raggiungibile anche con un ascensore interno. In questo settore, il loggiato interno del peristilio funziona da disimpegno agli ambienti, suddivisi in appartamenti, ciascuno dotato di camera, una o due anticamere ed un bagno. I pavimenti sono in parquet e i soffitti decorati a stucco. Interna alla Villa è una complessa apparecchiatura telefonica, con ben 22 derivazioni per garantire comunicazione tra i vari appartamenti, le scuderie, il villino del custode, i garages e la portineria. All’esterno, portici e verande semicircolari del piano terra diventano terrazze e balconi per le camere del piano primo. La copertura è articolata in vari volumi, con falde e padiglioni su struttura ignea con capriate, travetti, assito e manto in lastra di rame
Il lucernario centrale, su capriate metalliche e dotato di un meccanismo di apertura, permette l’illuminazione del peristilio centrale coperto da vetrata Liberty, con sistema di oscuramento estivo a velatura. Le superfici esterne presentano una decorazione di gusto tardo-rinascimentale. Forte il bugnato del registro inferiore e grossi i frontoni curvi sopra le finestre mentre la balaustra dell’attico, con i vasi e le teste di leone, forma un repertorio formale vario. I prospetti sono in graniglia di cemento ad imitazione del Botticino che è presente sulle soglie, sui davanzali e sui gradini delle scale. Una lapide interna riporta la data di fine lavori, risalente al 1916.

*******************************************************************
Villa Mazzotti - è a Chiari in viale Mazzini n. 39

11 giugno 2006.
Rientrano in Villa Mazzotti i ritratti di Nelly, Franco e Giovanni Mazzotti

Completato il restauro di tre dipinti fortunosamente trovati nei magazzini comunali, le tele sono state presentate al pubblico nelle sale di Villa Mazzotti domenica 11 giugno 2006. Il lavoro di recupero integrale dei dipinti e delle cornici è stato realizzato con perizia dal Centro di Restauro Zanolini&Ravenna di Milano, con il contributo della Galleria ColossiArte di Chiari e della Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori. Le tre opere risalgono ai primi decenni del Novecento ed il radicale intervento di ripristino eseguito ha riguardatole tele e le cornici d’epoca. I dipinti versavano in condizioni gravemente deteriorate. Diffusi i depositi di pulviscolo atmosferico, ampie le cadute di colore in svariate zone delle tele, con ingiallimenti, ossidazioni e l’aggravio di vecchi ritocchi pittorici eseguiti in maniera grossolana. Vistose le lacune, diffuse anche sulle cornici. Il restauro ha ridato freschezza ed intensità originali a tre opere di indubbia qualità artistica. Per Chiari è anche l’occasione di apprezzare nelle giusta prospettiva il talento pittorico degli autori, Emilio Pasini e Vittorio Corcos. Le due tele ad olio, raffiguranti il conte Franco Mazzotti Biancinelli, ideatore della gloriosa MilleMiglia e la sorella Nelly, sono eseguite da Emilio Pasini negli anni Venti. Il “Ritratto di Giovanni Mazzotti Biancinelli”, risalente al 1916 e firmato Vittorio Corcos, opera del valente ritrattista toscano molto richiesto alla fine dell’Ottocento in Italia e in Francia, rappresenta lo zio paterno di Lodovico Mazzotti Biancinelli, padre di Franco e Nelly. Il rientro in Villa di queste pregevoli opere per i visitatori rappresenta lo spunto per un recupero della memoria storica della città.

“Ritratto di Giovanni Mazzotti Biancinelli”, olio su tela con cornice lignea dorata, cm. 83x64, firmato e datato in alto a destra, risalente al 1916 è opera di Vittorio Corcos. L’artista toscano Vittorio Corcos (Livorno 1859- Firenze 1933), allievo del grande macchiaiolo napoletano Domenico Morelli, alla fine dell’Ottocento era un ricercatissimo ritrattista per l’alta borghesia di Parigi, dove si era trasferito fin dal 1880. Qui entra nella cerchia del famoso mercante, gallerista ed editore Goupil, grazie al quale divulga le sue opere in tutta Europa, con commissioni importanti come il Ritratto di donna per Theo Van Gogh, fratello di Vincent. Rientrato in Italia nel 1886 per il servizio militare, dal 1887 Corcos si stabilisce definitivamente a Firenze. Nella sua vasta produzione pittorica, l’autore, acquisite le suggestioni impressioniste e l’influsso dei macchiaioli, si impone proprio per la sua abilità di ritrattista della nobiltà internazionale nei fasti della Belle Époque. Realizzata negli anni della maturità dell’artista, l’opera esposta in Villa ritrae Giovanni Mazzotti Biancinelli (1839-1918), fratello del nonno di Franco e Nelly, facendone spiccare il busto su un fondo di vellutate tinte purpuree. Giovanni Mazzotti Biancinelli, qui raffigurato in tarda età, era un intellettuale cattolico, autore di svariate pubblicazioni, mecenate di opere pubbliche e collaboratore per trentacinque anni de “Il Cittadino di Brescia” sul quale firmava con lo pseudonimo di Pax. In dipinti come questo Corcos dà prova di una profonda conoscenza dello stile “Napoléon trois”, caratterizzato da una forte ripresa delle forme imperiali settecentesche, tradotte in chiave aristocratica e mondana. Dello stesso autore, si trova a Chiari il ritratto di Lodovico Mazzotti Biancinelli, padre di Franco e Nelly, eseguito nel 1912 e conservato presso la Banca Popolare di Bergamo, in via Bettolini.

“Ritratto di Franco Mazzotti Biancinelli”, olio su tela con cornice lignea dorata, 1923-1924, cm. 198x98, datato e firmato in basso a destra, è opera di Emilio Pasini. Il conte Mazzottti, all’epoca del dipinto diciottenne, guarda l’osservatore dalla tela con serietà compassata, non priva di un certo snobismo. Pasini dà prova di grande sensibilità introspettiva, descrivendo il giovane rampollo nei particolari più interessanti: dall’abito a doppiopetto, che Franco Mazzotti amava indossare abitualmente, al gesto della mano con la sigaretta, segno di elegante dandismo. E ancora si apprezzano i dettagli dei libri aperti, dell’anfora antica che illustrano gli interessi vasti del giovane, uno dei personaggi cardine dell’Italia del primo Novecento.

“Ritratto di Nelly Mazzotti Biancinelli”, olio su tela con cornice lignea dorata, 1924, cm. 198x98, opera di Emilio Pasini, firmato e datato in basso a destra. La contessina Nelly sorride soavemente nel colore giallo intenso dell’abito. L’artista, esperto nel ritratto femminile, ha colto la dolcezza del carattere della giovane ventunenne all’epoca del ritratto. L’immagine è arricchita da uno sfondo verdeggiante, con acque, colline e vegetazione rigogliosa. L’opera, di squisita fattura, viene esposta alla XIV Biennale di Venezia nel 1924 –come attesta l’etichetta sul retro del quadro- e pubblicata sul catalogo dell’esposizione con dipinti di Cagnaccio di San Pietro, Casorati, Von Stuck e molti altri protagonisti dell’arte del primo Novecento. Emilio Pasini (Brescia, 1872-1953), tra i più noti artisti bresciani della prima metà del XX secolo, formatosi presso Luigi Campini in pieno clima romantico e scapigliato, diventa uno dei ritrattisti più richiesti dalla nobiltà e dalla borghesia bresciane. Artista raffinato ed elegante, apprezzato anche all’estero, partecipa a frequenti rassegne, dalle Biennali di Venezia, a Brera, alle mostre della Secessione di Monaco, ad esposizioni londinesi e parigine. Apprezzato a livello internazionale specie come ritrattista femminile, Pasini mantiene un legame stretto con Brescia: sue sono la Madonna di Pompei per la chiesa di San Giovanni in città e la grande pala (1,80mx3,70m) dedicata a San Francescco di Sales, nella chiesa della Pace. Firmava, con lo pseudonimo di Pictor su importanti riviste d’arte, come l’Illustrazione Italiana. Pasini trascorre gli ultimi anni della sua vita nella grande Villa Rossa di Bornato, alimentando il mito dell’artista dannunziano, richiesto nei salotti intellettuali e modello per numerosi giovani artisti.

*******************************************************************
Villa Mazzotti - è a Chiari in viale Mazzini n. 39

Edifici accessori di pertinenza della Villa

Diversi fabbricati accessori si presentano nella vasta tenuta che attornia Villa Mazzotti. Ciascuno di questi edifici è stato realizzato per assolvere ad un ruolo specifico nella gestione dell’estesa dimora storica della famiglia Mazzotti Biancinelli.
All’ingresso, la portineria, edificio dotato di ambienti di servizio e vani a destinazione abitativa a piano terra e piano primo, riprende, nel bugnato dei rivestimenti esterni, il ritmo decorativo formale della facciata della grandiosa Villa. Particolare la torretta e il duplice ingresso sul fronte di viale Mazzini e lungo il viale principale di accesso alla proprietà.A poca distanza dalla Villa, le scuderie dai volumi semplici ed essenziali, su due piani con terrazza. Fortemente decorativi i prospetti esterni, abbelliti da raffinati sotto-gronda con graffiti che raffigurano cavalli alati.
Adiacenti alle scuderie, si sviluppano i garages, semplici costruzioni lineari. Anche in questo fabbricato i graffiti del sotto-gronda presentano decorazioni particolari, con automobili alate circondate da corone d’alloro, in memoria della passione per il mondo dei motori del conte Franco Mazzotti.
In posizione più appartata e servito da un ingresso laterale autonomo, sorge il villino del custode a due piani, con caratteristica torretta d’angolo. E’ un’abitazione indipendente, parte a porticato e a fienile, collegata con la torretta che accoglie il serbatoio dell’acquedotto per l’approvvigionamento idrico dell’intero complesso. I prospetti decorati dell’edificio raffigurano simboli dell’attività agricola. Vicine si trovano le serre, spazi attrezzati con struttura in vetro e ferro.

Informativa sulla privacy | Contatti | ©2007 Comune di Chiari - Chiari (BS) partita I.V.A. 00572640985