FRANCO MAZZOTTI BIANCINELLI FAGLIA

Franco Mazzotti Biancinelli Faglia nacque a Rudiano il 31 dicembre 1904, dal conte Lodovico Mazzotti Biancinelli e dalla contessa Lucrezia Faglia.

L’aggiunta del cognome Faglia avvenne nel 1928 su richiesta della madre a seguito dell’estinzione del ramo maschile della famiglia.

Uomo audace ma riservato, fu amante delle automobili, dello sport, dell’aviazione e del cinema, interessi che ben rispecchiano la modernità e lo spirito del suo tempo.


La passione per il settore automobilistico sportivo lo portò nel 1927 a ideare, con il conte Aymo Maggi, Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini, una grandiosa corsa legata alla città di Brescia: la Mille Miglia, alla quale partecipò con onorevoli piazzamenti.

Fu presidente dell’Automobile Club di Brescia per 15 anni e del Brescia Football Club.



Il conte Franco Mazzotti Biancinelli Faglia ricoprì un ruolo importante anche nell’ambito della motonauticafu tra i promotori degli idroscivolanti a elica aerea per le gare su bassi fondali con i quali vinse due edizioni del raid Pavia-Venezia.



Nonostante le prime difficili esperienze, la sua più grande passione fu il volo e le sue imprese da aviatore lo fecero conoscere anche a livello internazionale.

Tra il 1926 e il 1928 andò per quattro volte negli Stati Uniti. Nel 1929 partecipò al Giro d’Europa e al primo Giro Aereo d’Italia per aerei del turismo. Nel 1930-1931 compì il periplo d’Africa. Nel 1934 fece il record del volo transatlantico dall’Italia al Brasile e nel 1938 gareggiò nel deserto libico dove finì disperso e venne ritrovato dopo cinque giorni di ricerche. 



La passione per il cinema portò invece il conte Mazzotti Biancinelli Faglia a cimentarsi nella produzione di diverse pellicole inerenti avvenimenti sportivi come le Mille Miglia e il periplo d’Africa o vicende private come viaggi o matrimoni di amici.



Nel 1942 il conte Franco Mazzotti Biancinelli Faglia si arruolò in aviazione e venne destinato alla guida degli aereo-convogli.

Nel novembre dello stesso anno l’aereo di cui era alla guida, destinato al rimpatrio di cittadini italiani dalla Libia, venne abbattuto dal fuoco nemico e il pilota scomparve nelle acque del canale di Sicilia a soli 37 anni.