L’ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE

A partire dalla costituzione, nel 1900, di una società che operava per l’acquisto e vendita di titoli in borsa , Lodovico Mazzotti Biancinelli instaura e rafforza rapporti con la Banca Commerciale Italiana per la quale viene nominato presidente nel 1909.




Per controbilanciare i rischi derivanti dagli investimenti finanziari diversificò le proprie attività e accrebbe le già consistenti proprietà terriere in suo possesso.

L’operazione più rilevante fu l’acquisizione nel 1910 della Società agricolo-industriale La Codigora nel Ferrarese.

Tra il 1910 e il 1929 il Mazzotti Biancinelli comparve con regolarità nei direttivi di una dozzina di aziende zuccheriere .

Sempre nel 1910 sedette nel consiglio di amministrazione dell’ILVA , una delle più importanti società siderurgiche italiane.

In quegli anni fece anche il suo ingresso nel consiglio di amministrazione della Società Adriatica di Elettricità e in quello della Tubi Togni di Brescia, nonché la partecipazione in altre numerose aziende italiane.

Fra il 1918 e il 1919 fu al fianco di Max Bondi, prima nel tentativo senza successo di acquisire il controllo della Edison , la maggiore impresa elettrica italiana e poi nella vittoriosa scalata alla Bastogi, la più importante società finanziaria del paese, di cui divenne anche consigliere di amministrazione.




Il tracollo in Borsa e il collasso del Gruppo Bondi nella primavera del 1920 sancirono però l’allontanamento di Lodovico sia dall’ILVA che dalla Bastogi .

La mutata situazione socio-economica lo spinsero, dalla metà degli anni Venti, a rinnovare il suo impegno nel mercato immobiliare , acquisendo partecipazioni in diverse società del settore.

Sempre nel 1910 sedette nel consiglio di amministrazione dell’ILVA , una delle più importanti società siderurgiche italiane.

In quegli anni fece anche il suo ingresso nel consiglio di amministrazione della Società Adriatica di Elettricità e in quello della Tubi Togni di Brescia, nonché la partecipazione in altre numerose aziende italiane.

Fra il 1918 e il 1919 fu al fianco di Max Bondi , prima nel tentativo senza successo di acquisire il controllo della Edison, la maggiore impresa elettrica italiana e poi nella vittoriosa scalata alla Bastogi, la più importante società finanziaria del paese, di cui divenne anche consigliere di amministrazione.




Il tracollo in Borsa e il collasso del Gruppo Bondi nella primavera del 1920 sancirono però l’allontanamento di Lodovico sia dall’ILVA che dalla Bastogi.

La mutata situazione socio-economica lo spinsero, dalla metà degli anni Venti, a rinnovare il suo impegno nel mercato immobiliare , acquisendo partecipazioni in diverse società del settore.